Un male che si crea da solo, che ferisce all'interno, qualcosa di profondo che si osserva con gli occhi, in qualsiasi momento si pensa, e diventa sempre più forte, un fuoco che si scatena all'interno di ogni essere vivente.Non c'è modo per dimenticare ciò che si vede con gli occhi, si sente con le orecchie, finché il cervello riesce a concepire ciò che manca ad ogni essere vivente che conosce i sentimenti.
Il non dimenticare quell'esperienza vissuta dai nostri antenati che viene ricordata per l'onoro di tutti, un qualcosa che ritorna come un cerchio che chiude il raggio del ritorno, qualcosa che torna da dove è partito, la parte degli avvenimenti che si ignora.
In quel momento migliore del cammino dimenticando da ciò che può causare un male, buttato alle spalle il passato, mettendo male in futuro, quel che è in noi, che la sicurezza del vivere nel cerchio ci fornisce l'ignoranza che si scaglia verso tutti, quella che definisce l'arroganza del sapere, del fare, nel dire alle cose che seguono nel cerchio invisibile, impensabile al concepire un qualcosa che per alcuni è soltanto follia...
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